PARFUM SILENCIEUX

Entrando in casa ho visto questa giovane donna seduta al tavolo. Mangiava in silenzio guardando la tv sull’iPad. Mi fermai qualche istante sull’uscio della porta. Immaginai che avesse portato i tre figli dal padre per il weekend dato che erano scomparsi tutti in casa. Pensai alla luce tenue della cucina. Avrei voluto sorriderle, appoggiare la borsa ai piedi del tavolo e abbracciarla, dirle che il cibo aveva un profumo meraviglioso. Avrei voluto chiederle quante cene avesse passato così ,quante sere la coperta di pelliccia del salotto è risultata troppo fredda e quante volte il parquet è stato troppo silenzioso. Improvvisamente mi saluta con un sorriso che solo una madre impara a mostrare, mi avvicino e le auguro buon appetito. Con ancora le chiavi in mano e la borsa in spalla vado in camera e mi stendo.

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Gourmet

Notti

dove

ci abbuffiamo

ci concediamo ogni prelibatezza.

Quanto siamo bravi

a scovarne sempre di

nuove

e che gusto sopraffino

che abbiamo!

Notti con la pancia piena

notti gustose.

Poi

ti sopraggiunge la

nausea.

Digiuni per giorni

nemmeno un sorso

d’acqua.

Lentamente

riacquisti appetito,

need you

mi scrivi

o ,se affamata,

need u.

La tenerezza con la quale mi sfiori i capelli guardando le figure veloci fuori dal finestrino, la freschezza con la quale ti rilassi se ti bacio la fronte, l’esitazione con la quale trovi riparo nel mio forsennato petto, tutto questo mi fa amare il silenzio.

Hypnos, Aphrodítē, Hēphaistos

Le luci si spensero. Tirammo le coperte fino al collo. Senza tentennamenti mi prendesti la mano e la riponesti sul tuo fianco sinistro. Viso contro viso. Mi chiamavi, alla ricerca delle mie carezze. Ebbro d’amore, risposi. Ti sfioravo, stringevo, strizzavo, scaldavo. Continuai anche nel sonno, ricordo le mie dita muoversi, la tua voce cercarmi. In piena notte mi svegliai e realizzai la magnifica composizione da noi creata. Entrambi ai bordi del letto, uniti dalle braccia tese che fondevano le proprie estremità. Era caldo, un calore avvolgente, sicuro, dorato, morbido. Mi sentivo un dio in un oceano di lava. Avrei voluto che la notte durasse giorni, anni, vite. A volte aprivo gli occhi per controllare se realmente tu fossi lì con me o se fosse solo il solito sogno. Eri lì, con me, insieme a me. Dormivi, respiravi, tranquilla.

 

“…complice la luna
sarcastica e ammiccante
nel suo sorriso avorio antico
in quella notte
perduta tra le trame dell’eternità…”

-Saffo

Fraîcheur

Gocce pesanti, 
Rade.
Pesano e bagnano.
Sei umida
Hai corso
Entri sorridendo.
Non vedi l’ora
Di toglierti
Il cappotto,
Di liberarti,
Lasciarti andare.
Composto
Ti aspetto.
Seduto.
Ti porgo la brioche,
Velocemente la prendi,
Sorridi.
Sorrido.
Ti piace
Sederti vicino
A me,
Sembri
Libera
Ma sicura,
Lo sento.
Scrivo con
La penna
Che mi hai regalato.
Morbida , intensa
Scivola senza fatica
Sul foglio,
Ha vita propria.
La seguo
Decide lei.
Occhi grandi,
Dolcissimi,
Tenerissimi.
Ti abbraccerei

La lala lalalala 
Lala lalalalaaaa
Quand elle me prend dans ses bras
Elle me parle tout bas

Rêves et Ravel

La nebbia ha reso piuttosto freddi i vetri del salotto. Lei ci appoggia la fronte contro. Stringe tra le dita la tenda di pizzo bianco, che bella giornata era stata quando l’avevamo acquistata, si avevamo discusso ma alla fine mi aveva baciato e l’aveva riposta nel carrello. Fissa un melograno ormai stanco di sostenere i propri frutti e, a volte, come lei, ne abbandona qualcuno. La cingo, forte, fortissimo sotto il seno. Mi asciugo le lacrime nei suoi capelli fini ed avvolgenti. Non piange, respira lentamente. Insieme guardiamo le melegrane cadere, la nebbia avvolgerle. Io cado, l’ho conosciuta cadendo e lei mi avvolge, mi ha salvato la vita avvolgendomi. Io cado e lei mi salva.

Ravel riempie la stanza silenziosamente. Le ciglia si avvicinano, vedo Bianco. Forse cadrò ma sarò io a salvarla.

Velours Blanc

Esistono,

secoli in una giornata,

in cui non vorrei essere altro.

Un sapore

completo, Bianco.

Bianco puro, Bianco lento,

Bianco liscio, Bianco velluto.

Si leva un suono

un colore fuori posto

e riprende a muoversi la lancetta,

Tic      Tac     Tic    Tac   Tic  Tac TicTac

il Bianco svanisce e si rifugia

in fondo ai miei polpastrelli.

Affiora il Marrone,

mi colora gli occhi

le labbra.

il Viola è sempre

più lento a manifestarsi,

brilla al sole

si scioglie al vento.